25003_BUP
BIBLIOTECA CENTRALE
UNIVERSITARIA
Podgorica, Montenegro
Palermo... dove il mare riabbraccia la città.
Una lanterna della conoscenza
Committente: University of Montenegro, Montenegro Ministry of Spatial Planning, Urbanism and State Property
Team: arch. Edoardo Cicala, arch. Natalia Di Gangi, arch. Laura Castelluccio
Luogo: Podgorica
Anno: 2025
Stato del progetto: Concorso di Progettazione
Immagini: Riccardo De Vincenzo


Committente: University of Montenegro, Montenegro Ministry of Spatial Planning, Urbanism and State Property
Team: arch. Edoardo Cicala, arch. Natalia Di Gangi, arch. Laura Castelluccio
Luogo: Podgorica
Anno: 2025
Stato del progetto: Concorso di Progettazione
Immagini: Riccardo De Vincenzo
Una lanterna della conoscenza
25003_BUP
BIBLIOTECA CENTRALE UNIVERSITARIA Podgorica, Montenegro
Committente: Autorità Portuale di Palermo-AdSP Sicilia Occidentale
Team: arch. Edoardo Cicala [sostenibilità], arch. Gioacchino Spallina, arch. Daniel Mantilla, arch. Natalia Di Gangi, arch. Laura Castelluccio
Luogo: Palermo (PA)
Anno: 2025
Stato del progetto: Concorso di Progettazione
Immagini: arch. Maurizio Sindona

cicala associati info@cicalaassociati.com @cicala_associati +39 091 517228 Via Resuttana, 414, Palermo, Italy +39 030290221 Via Creta, 15, Brescia, Italy







Le scelte ambientali sono parte integrante del processo progettuale. Orientamento, doppia pelle, ventilazione naturale, vegetazione, controllo della radiazione solare, raccolta delle acque meteoriche e sistemi impiantistici ad alta efficienza concorrono alla costruzione di un edificio performante e consapevole.
La biblioteca lavora come un organismo climatico: protegge gli spazi interni dal surriscaldamento estivo, valorizza la luce naturale, favorisce il raffrescamento passivo e riduce il fabbisogno energetico. La sostenibilità non è quindi un’aggiunta tecnica, ma una qualità visibile e abitabile, capace di trasformare l’edificio stesso in strumento educativo per gli utenti.
Inserita nel cuore del campus universitario di Podgorica, la nuova biblioteca si confronta con un contesto già fortemente strutturato da percorsi pedonali, edifici didattici, spazi verdi e funzioni collettive. Il progetto non si limita a occupare un lotto, ma costruisce una nuova centralità urbana, capace di ricucire le relazioni tra le diverse facoltà e gli spazi aperti del sistema universitario.
Il piano terra è concepito come estensione naturale dello spazio pubblico: una piattaforma permeabile, attraversabile e ombreggiata, in cui i flussi del campus entrano nell’edificio e ne attivano le funzioni. La biblioteca diventa così una nuova agorà accademica, un luogo quotidiano per studenti, docenti, ricercatori e cittadini.
Il progetto assume la luce come materia architettonica e simbolica. La biblioteca è immaginata come una Lanterna della Conoscenza: un edificio capace di raccogliere la luce naturale durante il giorno e restituirla alla città, di notte, come segnale di apertura, attività e vita culturale.
La doppia pelle traslucida che avvolge i volumi superiori non è soltanto un dispositivo tecnico, ma il principale elemento identitario del progetto. Filtra la radiazione solare, protegge gli spazi di lettura, migliora il comfort interno e, allo stesso tempo, trasforma l’edificio in un riferimento visivo per il campus. La biblioteca diventa così un faro civile: un luogo che orienta, accoglie e rende visibile il valore pubblico del sapere.
La nuova Biblioteca Centrale dell’Università del Montenegro a Podgorica nasce come infrastruttura culturale e spazio civico per l’intero campus universitario. Non è concepita soltanto come luogo di conservazione del sapere, ma come un organismo aperto, attraversabile e riconoscibile, capace di accogliere studio, ricerca, incontro, musica e produzione culturale.
Il progetto interpreta la biblioteca come nuovo cuore pubblico del campus: una soglia tra città e università, tra memoria e innovazione, tra dimensione collettiva e concentrazione individuale. La sua architettura traslucida, luminosa e permeabile costruisce un landmark contemporaneo, capace di trasformarsi nel corso della giornata: edificio silenzioso e filtrante durante il giorno, lanterna urbana nelle ore serali.
Al centro del progetto si sviluppa il Bulevar Morača, un grande spazio interno a tripla altezza che attraversa l’edificio come un fiume architettonico. Il riferimento al fiume Morača, elemento identitario della città di Podgorica, viene tradotto in uno spazio fluido, luminoso e continuo, capace di organizzare percorsi, visuali e relazioni.
Il boulevard interno accoglie vegetazione, sedute, scale, affacci e luoghi di sosta, diventando molto più di un corridoio distributivo. È una strada coperta, un atrio climatico, uno spazio di orientamento e socialità. La sua sezione verticale favorisce inoltre la ventilazione naturale, contribuendo al raffrescamento passivo e al comfort degli utenti.


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